Domenica 7 giugno 2026 • SS. Corpo e Sangue di Cristo - Decimo anniversario di ordinazione ad Appiano Gentile

Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere.

Questa Parola del libro del Deuteronomio è molto cara a me. La sentii per la prima volta giovedì 16 settembre 2010, il giorno del mio ingresso in Seminario. Una Parola cara perché invita a mettere al centro il cuore che fa memoria, che ringrazia, che rende lode e che capisce che, anche se la vita presenta sempre nuove sfide, Tu non sei solo.


Quel giorno entrai piangendo in Seminario, e il pianto attraversò sia i giorni precedenti che quelli successivi. Non era facile lasciare per me in quell’anno la casa dove ero andato ad abitare da pochi mesi con papà. Non era facile per me lasciare papà da solo. Eppure in tutte queste domande, c’era una fiducia previa, una fiducia che incoraggiava. E qui, non credo che sia fato, ma una “dioincidenza”: il Signore ha messo sulla mia strada tanti formatori buoni che mi hanno voluto bene, tra cui in questi mesi di nuovo anche don Marco, che, come sapete, è stato il mio confessore, il mio padre spirituale nei primi anni di sacerdozio e ora confratello in cammino insieme con voi. Sia don Marco, sia il prorettore don Luigi, sia don Cristiano Passoni, insieme al mio parroco di allora, oggi vicario don Franco e a don Michele mi incoraggiarono tantissimo a dare voce e respiro a questa chiamata che in me sentivo fin da piccolo, fin da quando avevo 6 anni, fin da quell’incontro a Re con un sacerdote, Padre Gaspare Uccelli, che davanti all’effige della Madonna del Sangue di Re mi disse: che faccia da prete che hai. In quel bellissimo affresco della Madonna del latte c’è un cartiglio con su scritto nel grembo della Madre siede la Sapienza del Padre.


E’ stata questa Sapienza, il Signore Gesù, il suo Spirito da quell’incontro sempre a guidarmi. Pochi mesi dopo iniziai ad andare a messa con mio zio Graziano. Gli sono grato perché è grazie a Lui che ho imparato a capire cosa vuol dire avere fede nel Signore, anche quando la vita ti mette alla prova. E lì, nell’accompagnarmi all’eucarestia della domenica, mi fece incontrare una signora anziana, che poi scoprii essere la nonna dell’ultimo prete di Somma ordinato prima di me, nel 1994. Non ritengo un caso, quindi, gli incontri che il Signore mi ha donato in questi anni, perché sono incontri che hanno narrato in me come il suo Amore, il suo donare la vita non è una favola, un racconto, ma è la vera strada per una umanità vera e piena di speranza. Ci sono tanti volti e storie che mi abbracciano in questa giornata. Permettetemi un ritorno veloce ai primi giorni del seminario. In quei giorni così frenetici, con diverse conoscenze, tra cui un certo Mario Delpini, professore di patrologia, oggi nostro vescovo, quelle lacrime non andavano via, fino a che una sera mi si avvicinò un mio compagno, che aveva perso il suo papà quando era piccolo. Davanti alla fontana di Seveso gli raccontai la mia storia, poi Lui raccontò la sua, e alla fine ci dicemmo: siamo fratelli, questa ora è la nostra famiglia, camminiamo insieme. Questo fu l’abbraccio che mi confermò nel mio desiderio di essere sacerdote, nel mio desiderio di essere e non di fare il prete.


Tra gli incontri che il Signore mi ha donato ci siete anche voi, il mio secondo amore. Fin dal mio arrivare qui ho sempre sperimentato (e tutti i preti lo riconoscono) un grande voler bene alle nostre persone, pur piene di difetti, come anche io riconosco di avere. Questo voler bene mi ha fatto sempre e con facilità dire che qui ero a casa, che qui mi sentivo fin da subito voluto bene. E qui permettetemi di ricordare il primo incontro con i giovani dell’oratorio. Fine agosto, tempo di trasloco, tempo per sistemare la casa. Mentre ero a Seveso per il tempo di formazione in vista del nuovo incarico, nacquero alcuni pomeriggi liberi. Decisi allora di venire qui per sistemare bene la casa, così che avrei potuto iniziare a lavorare fin dal lunedì successivo il mio arrivo. E qui nacque un incontro bellissimo organizzato anche con l’aiuto dei nostri volontari, preziosi collaboratori senza la quale i nostri oratori non potrebbero vivere. Incontrai per la prima volta gli adolescenti, oggi giovani della nostra comunità. Desideravano vedere la casa dove il don abitava, gli spazi che aveva… quel giorno, con anche il ricordo consegnato a loro di alcune magliette degli oratori passati che avevo vissuto, mi aiutarono a sistemare gli armadi, mentre papà e i volontari sistemavano la cucina… nacque una bella intesa che porto nel cuore sempre con me. Qualche settimana dopo incontrai anche gli adolescenti di Oltrona, oggi giovani. Vivemmo un sabato sera insieme di giochi, chiacchiere sul campo da calcio: i sorrisi di quella sera li porto ancora con me.


Questo sorriso dice la casa che vogliamo essere, ma ci dice anche che Colui che accompagna e porta questa gioia dello Spirito non è tanto la mia, la nostra povera persona (per fortuna!). Il centro è il Signore, è questa presenza di Amore sulla quale oggi noi sostiamo ancor di più. La Sapienza del Padre che è Gesù mi ha accompagnato in tanti passaggi, in tante resurrezioni del mio cammino, donandomi sempre uno sguardo nuovo, un desiderio nuovo. Come ho detto a qualcuno, non sono mai stato animatore, frequentante dell’oratorio e dei suoi cammini: davanti a questo curriculum disastroso uno potrebbe dire “come possiamo affidargli i nostri oratori!”. Il vero segreto del mio cammino sta nel sostare davanti a Gesù. E’ quel sostare dell’adorazione, quel sostare davanti a Lui il mio tempo di riposo, di riflessione, il tempo di consegnare la vita, come feci dieci anni fa, disteso per terra sul presbiterio del duomo. Consegnare non vuol dire perdere, ma vuol dire avere fiducia, quella fiducia che è cresciuta in me negli anni del Seminario e anche dopo. Porto e uso sempre come immagine della mia ordinazione quella dell’imposizione delle mani da parte del Vescovo e dei presbiteri. Questa immagine dice l’obbedienza che ho desiderato vivere con radicalità forte in questi anni, rimanendo sempre disponibile non a dei giochi di destinazione o di carriera, ma a voler bene a questa Chiesa, a questo Popolo che cerca il Signore, che lo desidera, che lo incontra. Il giorno della proposta della mia destinazione qui in mezzo a voi, risposi subito Sì al vicario episcopale. Qualcuno mi ha dato dell’ingenuo, qualcuno mi ha detto che ero sciocco… io invece ho riguardato a quel troppo voler bene alla Chiesa e a quello Spirito che manda i suoi discepoli perché indichino l’amore che li ha conquistati e si nutrano di questo amore. Un prete non cresce da solo, cresce nel tessuto umano della sua comunità, cresce e si plasma, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, sul suo modo di nutrire la vita del mondo: donando alle vite ferite e a tutti la sua misericordia, la sua presenza di amore.


Questo allora oggi desideriamo celebrare, anche con i segni del mandato agli animatori dell’oratorio estivo e con la professione di fede dei ragazzi di terza media. Ragazzi guardate queste persone, giratevi: questo è essere comunità! Storie diverse, età diverse, cammini diversi, pensieri diversi, ma uniti da un solo desiderio: che l’Amore di Gesù, l’Amore che perde la vita per, questo Amore sia quello che orienti e guidi la vostra vita e in questa stagione il vostro servizio, carissimi animatori ed educatori, e il vostro cammino di crescita, carissimi amici di terza media e ragazzi tutti! Vivere di questo Amore non è una perdita, ma è un modo vero di vivere, forse il vero e unico modo per essere Vivi! Non siete grigiore, non siete cattivi, come certi mezzi di comunicazione generalizzano: cercate l’Amore vero, quello che rialza, quello che aiuta a crescere e maturare, l’Amore di Gesù, che avete e state scoprendo e che come stella potrà essere anche per voi quel soffio che vi guiderà al vostro Eccomi! E noi tutti, carissimi, diamo l’autentica testimonianza di quella gioia dello Spirito santo che è la gioia vera dei discepoli che si nutrono e hanno incontrato l’Amore del Dio vivo e del Dio vero!


Grazie e continuiamo a camminare tutti insieme, con la gioia dello Spirito Santo!