Prima Enciclica di Leone XIV
Come Leone XIII, anche Leone XIV, guarda a quelle «cose nuove» che sfidano il tempo, la storia, l’umanità. E se all’epoca era la rivoluzione industriale con i tanti e complessi mutamenti nel mondo del lavoro e le nuove povertà imposte, oggi è l’Intelligenza Artificiale, con il suo potenziale e i suoi pericoli, a essere sotto gli occhi e nel cuore del Pontefice che lancia una invocazione universale, disarmare l’IA:
«L’Intelligenza Artificiale richiede oggi di essere “disarmata”, liberata da logiche che la trasformano in strumento di dominio, di esclusione o di morte»
Il Santo Padre dice di sentirsi
«chiamato a guardare a un’altra grande trasformazione con gli occhi della fede, con la lucidità della ragione, con l’apertura al mistero e con le grida dei poveri e della terra che risuonano nel mio cuore».
Questo il senso della Enciclica, frutto di una riflessione lunga dieci anni all’interno della Santa Sede sulle nuove tecnologie e l’Intelligenza Artificiale, la quale oggi tocca «molti ambiti della nostra vita», influenza decisioni e sta «cambiando radicalmente il modo in cui si combatte la guerra”».
«Solo con una visione integrale l’Intelligenza Artificiale potrà essere orientata verso il bene comune. Solo insieme – chi progetta i sistemi e chi ne subisce le conseguenze, i Paesi più ricchi e quelli più poveri, le istituzioni e i singoli individui, i centri di potere e le periferie – saremo in grado di costruire un futuro, non per pochi privilegiati, ma per l’intera famiglia umana».
A conclusione, quindi, un invito a tutti i membri della Chiesa e della famiglia umana: «Impariamo ad ascoltarci a vicenda, ad affrontare con coraggio le sfide del presente e a cooperare alla costruzione di una società più umana e fraterna». Leone XIV auspica che la Magnifica humanitas possa dare il via a una stagione di «artigiani della speranza» che continuano a «costruire il cantiere del nostro tempo».