Nella chiesa di Appiano Gentile le esequie del sacerdote che ha servito con passione, intelligenza pastorale e profonda fede le comunità affidategli.
Martedì 26 maggio la Comunità Pastorale si è riunita in preghiera nella chiesa di Appiano Gentile per accompagnare don Lanfranco Agnelli nel suo ultimo passaggio alla Casa del Padre. La celebrazione esequiale è stata presieduta da don Franco Gallivanone, vicario episcopale della Zona II di Varese, e concelebrata da una ventina di sacerdoti, alla presenza delle autorità civili e di tanti fedeli delle comunità che don Lanfranco ha servito nel suo ministero.
All’inizio della celebrazione don Marco Crippa, parroco di Appiano Gentile, ha affidato ai presenti parole cariche di gratitudine e commozione, ricordando come don Lanfranco si sia
“avviato alla Casa del Padre, attratto da quell’Amore che lo ha sempre affascinato e per il quale ha speso la sua vita di presbitero”.
Don Marco ha poi richiamato il testo scritto da don Lanfranco in occasione del cinquantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, quasi un testamento spirituale nel quale emergeva tutta la profondità della sua fede: la gioia di appartenere al Signore, il desiderio di essere un pastore capace di condurre a Cristo e non a sé stesso, la gratitudine per i doni ricevuti e la consapevolezza che ogni tratto della vita porta le tracce dell’amore di Dio.
Subito dopo, don Franco Gallivanone ha letto il messaggio di cordoglio dell’Arcivescovo Mario Delpini, che ha ricordato don Lanfranco come un sacerdote che
“ha saputo stimolare le comunità che ha servito con la sua autorevolezza incisiva e competente, con la sua parola decisa e tagliente, con l’originalità della sua predicazione”.
Nell’omelia, intensa e personale, don Franco ha scelto di consegnare ai fedeli il ricordo dello “sguardo” di don Lanfranco: uno sguardo capace di accogliere, ascoltare, custodire il silenzio e trasmettere benevolenza anche nei momenti segnati dalla sofferenza e dalla fragilità della malattia.
“Lo sguardo di don Lanfranco – ha detto – parla di una preghiera fedele e nutriente, di un ascolto quotidiano della Parola, di una lunga contemplazione del Signore Crocifisso”.
Uno sguardo maturato nell’Eucaristia celebrata ogni giorno e tradotto in una cura pastorale concreta e instancabile verso le persone e le comunità affidategli.
Nel ricordo del vicario episcopale è emersa anche la passione culturale e pastorale di don Lanfranco: uno studio continuo del mondo e del pensiero contemporaneo non per semplice interesse intellettuale, ma per comprendere più a fondo le persone e trovare strade autentiche per annunciare il Vangelo.
L’omelia si è conclusa con un invito rivolto a tutta la comunità: seguire lo sguardo di don Lanfranco, lasciandosi guidare verso il Signore Risorto, sorgente di pace e di speranza anche nel mistero della morte.
“Caro don Lanfranco – ha concluso don Franco – cammina nella luce verso il tuo Signore e, come sempre, apri sentieri anche per noi!”.