Il mese di maggio nella nostra comunità pastorale
Abbiamo da poco iniziato il mese di maggio, “mese mariano” per eccellenza, e, nell’anno in cui ricordiamo i 10 anni della costituzione della nostra Comunità pastorale, a Lei, Madre della Chiesa, che ci insegna ad essere il santo popolo di Dio, affidiamo le nostre speranze e il proposito di camminare uniti e concordi.
Guardiamo a Maria come donna dell’ascolto, capace sempre di ricominciare a partire dalla Parola del Signore, secondo l’atteggiamento così descritto da Sant’Agostino: «Ognuno ti consulta su ciò che vuole, ma non sempre ode la risposta che vuole. Servo tuo più fedele è quello che non mira a udire da te ciò che vuole, ma a volere piuttosto ciò che da te ode» (Confessioni, X, 26). Maria ci insegni a muovere passi di danza sulla musica del Vangelo!
Guardiamo a Maria come umile serva del Signore che ci incoraggia a prendere sul serio tutte le realtà umane, a partire dagli ultimi e dagli scartati; esse concorrono a dare voce e dignità a quanti faticano e soffrono.
Guardiamo a Maria come Regina della pace, per camminare come “Comunione di comunità”, comunione che sgorga dalla Trinità, e così testimoniare, come discepoli credenti, la bellezza della fede, la fecondità dell’amore e la profezia della speranza che non delude.
Guardiamo a Maria come Regina della famiglia, lei che, donna, sposa e madre, conosce la bellezza, le gioie, le sorprese della vita familiare ma anche le sue difficoltà: sia presente nelle nostre famiglie come luce di consolazione e di sostegno.
Guardiamo a Maria come Vergine del Rosario che pregheremo per tutte le sere del mese di maggio nelle Chiese e nei diversi cortili della Comunità: la recita delle Ave Maria porti l’attenzione al nome di Gesù, centro di tale preghiera, per ricordare che si arriva a Gesù grazie a Maria (“ad Jesum per Mariam”) ed è nel nome di Gesù che possiamo ottenere ogni grazia dal Padre.