Testimoni di speranza che, nella fede, seminano vita anche nei luoghi più feriti del mondo.
Il 24 marzo 2026 celebreremo la XXXIV Giornata dei Missionari Martiri per ricordare coloro che hanno donato la vita nel servizio e nel Vangelo e per riconoscere la presenza viva e operante di testimoni che hanno scelto di portare il Vangelo nei luoghi dove la vita e la dignità umana sono maggiormente minacciate.
Nell’anno 2025, Anno giubilare, tra preti, religiosi/e, seminaristi, laici e laiche sono stati 17 i martiri di Cristo.
Il tema della Giornata “Gente di primavera” si ispira al messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2025. Il Papa ricordava che la missione è un’azione comunitaria: tutta la Chiesa è chiamata a dare continuità alla missione di Cristo. Superando difficoltà e debolezze, essa è spinta dall'amore di Cristo a camminare unita a Lui e a farsi carico, insieme a Lui, del grido che sale dall'umanità.
“Siamo battezzati nella morte e risurrezione redentrice di Cristo, nella Pasqua del Signore che segna l’eterna primavera della storia. Siamo allora “gente di primavera”, con uno sguardo sempre pieno di speranza da condividere con tutti perché in Cristo crediamo e sappiamo che la morte e l’odio non sono le ultime parole sull’esistenza umana” (dal messaggio del Santo Padre Francesco per la XCIX Giornata Missionaria Mondiale 2025).
Come in inverno la natura sembra morire, ma nella speranza fiduciosa della primavera continuiamo a curare le piante aspettando i primi germogli, così come missionari siamo chiamati a prenderci cura, con fede, dell’umanità ferita, consapevoli che anche nel dolore, nelle difficoltà, nella dignità umana calpestata c’è sempre un seme pronto a rifiorire.