La dolcezza della misericordia che trasforma il cuore

Nel guardare a San Francesco e alla portata del suo messaggio che continua a parlare a noi ancora oggi, la misericordia che ricevette da Dio nel passaggio dalla vita da giovane cavaliere dissoluto a frate converso ha un posto unico e singolare. Ce lo dice lo stesso santo nel suo testamento, quando parla dell’incontro decisivo che ebbe con alcuni lebbrosi nella strada di ritorno ad Assisi. La scena a noi potrebbe far ricordare il tempo di pandemia che abbiamo vissuto, quando non potevamo stringere le mani, abbracciare, accompagnare persone noi care verso il compimento della vita. Scrive Francesco:

Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e feci misericordia con essi. E allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza dell’anima e del corpo. E in seguito, stetti un poco e uscii dal secolo
(Test 1-3, in Fonti Francescane, num. 110). 


La dolcezza dell’anima e del corpo: quella forza che ha permesso a Francesco di spogliarsi dell’uomo vecchio e di abbracciare la nuova vita, Cristo e di abbracciarlo non solo come scelta, ma anche nel corpo, fino ad assumerne pienamente le piaghe della croce. 


Così Francesco è diventato pienamente alter Christus, strumento della misericordia di Dio e della sua salvezza. Strumento ancora oggi che richiama ciascuno di noi a lasciarci abbracciare da Dio e dal suo amore, a non rimanere soli, chiusi dentro le ferite, ma a lasciarci invece guarire, toccare, abbracciare da Colui che desidera la nostra salvezza.


Vivendo quindi un tempo straordinario nel giubileo francescano e nel centenario dell’oratorio di Appiano Gentile, desideriamo che questo momento di festa non sia solo caratterizzato da eventi, ma anche da quell’ascolto del cuore che Francesco ha sperimentato e donato all’umanità intera.


Per questo nelle giornate di lunedì, martedì e giovedì dalle 16.30 alle 18.30 don Matteo si renderà disponibile in oratorio ad Appiano, previo appuntamento, a un tempo di ascolto o di confessione per i giovani, le famiglie e gli anziani della comunità. Questo segno di attenzione si rinnoverà con la missione francescana (vedi articolo) con la presenza di un frate presbitero confessore e con la visita dei missionari nelle case, previo appuntamento. 


Perché questi segni così semplici? Come dicevo qualche settimana fa in una omelia, noto vivendo diversi momenti di preghiera e di ascolto di giovani e genitori la necessità di dare spazi di ascolto e di confessione nella vita ordinaria. Si ha paura di disturbare i sacerdoti presi da tanti impegni ma, come tante volte papa Leone, papa Francesco e anche altri esponenti della Chiesa hanno detto, questo è il vero ministero dei sacerdoti: accompagnare a incontrare Cristo e la sua salvezza. Iniziare con questo segno il tempo della Quaresima rende ancor di più il momento di festa che stiamo per andare vivere un tempo di grazia e di riscoperta e rilettura della vita spirituale, che porterà frutto e bene alla comunità intera.


don Matteo