Quaresima 2026

Carissime, carissimi,


le parole che danno il titolo alla Quaresima di quest’anno sono prese da una preghiera di Sant’Ambrogio elevata al Signore mentre ripensa al suo ministero di Vescovo, ricevuto come dono, nonostante la permanente sensazione di non esserne all’altezza.

Così, il Santo Vescovo di Milano si affida alla Grazia del Signore, chiedendo che sia Lui a custodire il dono fatto e a dare la forza di compierlo con fedeltà e dedizione. 

Credo che la sua preghiera stia bene anche sulle nostre labbra mentre ripensiamo non solo al nostro Battesimo e alla vita cristiana che ne è scaturita, alimentata da doni straordinari come i Sacramenti, sostenuta dalla preghiera e dalle virtù evangeliche e rafforzata dall’esercizio della carità, ma anche al dono della vocazione all’amore, alla quale, poi, ciascuno ha risposto in una precisa forma di vita.


Siamo destinatari dei doni preziosi della Grazia di Dio, a volte non sempre consapevoli e pronti a viverli con cura. Per questo abbiamo bisogno di chiedere il Signore di custodire i doni che ci ha fatto, per non sprecarli e renderli infruttuosi.

La Quaresima, tempo di conversione e di rinnovamento della vita cristiana, può diventare opportunamente l’occasione per riscoprire e gustare la bellezza di ciò che siamo diventati con il Battesimo e chi possiamo diventare seguendo, con umiltà e fiducia, Gesù, Signore e Maestro.

E lo possiamo fare, condividendo, come Comunità e come singoli, il percorso catecumenale di Francesco, 

nostro parrocchiano, che, in età adulta, riceverà il Battesimo nella Veglia pasquale: la sua scelta interroga la nostra vita; la sua testimonianza interpella la nostra coscienza; il suo entusiasmo ravviva la nostra fede.


Di domenica in domenica, davanti alla Comunità, nella S. Messa delle 11,30 ad Appiano Gentile, si susseguiranno per lui gli scrutini che lo prepareranno a ricevere il Credo dalle mani dell’Arcivescovo nella Veglia in Traditione Symboli a Milano e, quindi, il Battesimo: per noi, queste tappe, saranno risveglio per ciò che diamo per assodato o, forse, per scontato.

Per la Chiesa dei primi secoli, quando i numeri erano circoscritti, il Battesimo era davvero evento “ecclesiale” perché coinvolgeva il Vescovo, in prima persona, i presbiteri, suoi collaboratori e tutta la comunità cristiana che accompagnava i catecumeni con la presenza e la preghiera e li assisteva nel momento dell’immersione nell’acqua, per accoglierli, festosi e partecipi, come fratelli rinati in Cristo, al loro riemergere dalla vasca.


Oggi è meno visibile la dimensione ecclesiale del Battesimo e la si dà per sottintesa, ma ciò che vivremo in questa Quaresima ci darà la possibilità di essere, grazie ad un nostro fratello, Comunità che accompagna, sostiene e introduce nella vita cristiana, riscoprendo a sua volta, la bellezza di essere Comunità di credenti, motivati e convinti, riconoscenti del dono che è stato ricevuto dalla bontà del Signore.


don Marco