Domenica 23 febbraio 2025 • Penultima domenica dopo l'Epifania
Come abbiamo incontrato Gesù? Questa può essere la domanda che attraversa la nostra domenica. Nel vangelo di Marco appena ascoltato vediamo gente che lungo il lago di Tiberiade va incontro a Gesù, desidera una parola, un miracolo. C’è però anche gente che sta seduta, intenta a vivere il suo lavoro, come Levi o Giacomo di Alfeo, intento a compiere il mestiere non gradito e apprezzato di esattore delle tasse per Roma. Eppure queste due scene sono unite da un unico gesto: Gesù ci viene incontro! Dio nel Figlio non si risparmia di incontrare l’uomo, di desiderare per lui la salvezza! Il suo cuore, come ci ricorda Papa Francesco nella Spes non confundit, é talmente traboccante di misericordia che a tutti il Signore viene incontro, con le braccia aperte!
Il significato, allora, di questa domenica, è un invito chiaro e semplice: non abbandonare questo abbraccio di amore e di misericordia di Dio, lasciati abbracciare! Questa è la fede: lasciarsi abbracciare, senza porre resistenza!
Lasciati abbracciare nei momenti del buio, dove sembra che non c’è più una certezza, dove sembra che Dio sta in silenzio. Il profeta Daniele nella sua preghiera di lamento sosta davanti ai segni di luce che Dio nella storia del popolo ha messo, invita a confidare in questi segni, a non lasciarsi travolgere dal pessimismo e dallo sconforto. La sfida di costruire una città è grande, ma si potrà vivere solo tornando alla radice da cui tutto è partito: il Signore è e sarà sempre con te!
Lasciati abbracciare riconoscendo i doni che il Signore ha messo nel tuo cammino, nella tua vita! E’ questo abbraccio che apre il cuore di Paolo a uscire dalla morte che seminava e a essere discepolo di vita, discepolo che ama come Cristo, che si dona come Lui. Chi sperimenta l’amore di Gesù diventa poi lui stesso testimone del suo amore che non si ferma e non si trattiene davanti a nessuna resistenza! Così è Paolo nella sua missione evangelizzatrice: supera le sconfitte, confida e si lascia sempre ispirare da questo amore creativo che sa sempre porre strade nuove, strade di vita.
Lasciati abbracciare ogni giorno sapendo ringraziare Dio: cerchiamo sempre la novità, la cosa perfetta, quella che nessuno ha… ma forse ci dimentichiamo che la nostra originalità non sta nell’avere, ma nell’essere, nel vivere, nello sperimentare i segni di amore e di affetto che non fanno rumore, ma che dicono chi siamo: figli amati, discepoli in cammino, uomini vivi nell’abbraccio del Padre, con lo Spirito del Figlio. Lasciati abbracciare per essere tu, oggi, l’abbraccio di salvezza per chi ancora non ha sperimentato l’amore vero. Questa è la Chiesa: l’abbraccio di Dio che passa dalla nostra umanità povera e fragile, l’abbraccio che da vita, l’abbraccio che testimonia la speranza che è Gesù.